Pazzesca scoperta: specie marina con cinque occhi ed una vistosa proboscide
Credit foto: inverse.com

Pazzesca scoperta: specie marina con cinque occhi ed una vistosa proboscide

Pazzesca scoperta: specie marina con cinque occhi ed una vistosa proboscide

Sapevi che un tempo sulla terra esisteva una specie che aveva cinque occhi? Chiamata “Utaurora comosa” questa specie antropode popolava il pianeta Terra ben 500 milioni di anni fa ed è stata l’oggetto di un recente studio degli scienziati dell’Università di Harvard.

Scopriamo meglio insieme di cosa si tratta.

Pazzesca scoperta: specie marina con cinque occhi ed una vistosa proboscide
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Pazzesca scoperta: specie marina con cinque occhi ed una vistosa proboscide

Utaurora Comosa: la specie animale con cinque occhi

L’esemplare apparteneva alla famiglia di artropodi opabinia regalis. 

A fare la grande scoperta sono stati ricercatori  americani analizzando la collezione dell’Institute of Biodiversity and Museum of Natural History dell’Università del Kansas all’interno della quale hanno appunto trovato, nella formazione Wheeler nello Utah (USA) questa specie animale ormai estinta. 

Il nuovo studio in Proceedings of the Royal Society B ha utilizzato nuovi e robusti metodi filogenetici per confermare Utaurora comosa come la seconda specie di opinabia regale mai scoperta. 

A scoprirlo è stato il co-autore principale dello studio, Stephen Pates, ex borsista post-dottorato presso il Dipartimento di Biologia Organismica ed Evoluzionistica (OEB) di Harvard.

Gli opabinidi sono il primo gruppo ad avere una bocca rivolta posteriormente.  Le caratteristiche di questo animale scoperto sono davvero particolari: ha tratti in comune con altre speci di  radiodonti ma anche con gli opabinia.

La struttura anteriore e gli occhi di Utaurora erano scarsamente conservati ma gli studiosi hanno potuto facilmente evidenziare come questa nuova specie avesse la bocca rivolta all’indietro oltre che un tubo digerente prolungato noto meglio come proboscide frontale.

“L’analisi filogenetica iniziale ha mostrato che era più strettamente correlato a Opabinia”, ha detto Wolfe. “Abbiamo seguito l’analisi con altri test per interrogare il risultato ottenuto”. Questo ha significato il comparare i risultati relativi all’Utaurora comosa alle altre 10 specie scoperte negli ultimi 10/15 anni.

 

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