Investire: Titoli di Stato in risalita. Per la prima volta da 3 anni Bund all'1%

Investire: Titoli di Stato in risalita. Per la prima volta da 3 anni Bund all’1%

Investire: Titoli di Stato in risalita. Per la prima volta da 3 anni Bund all’1%

Hai investito i tuoi risparmi in un titolo di stato? Per te in arrivo una buona notizia. I rendimenti del BTp a 10 anni sono saliti al top dal 18 marzo 2020. Cerchiamo di capirci qualcosa di più insieme.

Investire: Titoli di Stato in risalita. Per la prima volta da 3 anni Bund all'1%

Investire: Titoli di Stato in risalita. Per la prima volta da 3 anni Bund all’1%

Titoli di stato e rendimenti

Il titolo decennale americano ha temporaneamente, negli ultimi giorni, violato la barriera psicologica del 3% per la prima volta dal 2018. Il titolo americano però non è stato l’unico a crescere. Anche il rendimento reale del Treasury Usa a 10 anni è aumentato di quasi 30 punti base.

Come precisa Unicredit “il rendimento nominale del Treasury a 10 anni ha raggiunto il 3%, un livello considerato da molti osservatori come il livello massimo per l’obiettivo sul tasso dei fed funds se la banca centrale statunitense mirasse a una posizione politica moderatamente restrittiva. Da qui in poi, è probabile che le aspettative sui tassi ufficiali forniscano uno scarso potenziale al rialzo per il rendimento nominale nel breve termine, poiché riteniamo troppo presto speculare sul fatto che la Fed possa entrare in territorio “profondamente restrittivo” in futuro“.

Cosa indicano questi dati nel lungo periodo

Il motivo per il quale si parla di questi dati è piuttosto semplice: indicano quelli che potrebbero essere gli scenari, da qui a dieci anni, del rendimento del BTp.

In molti sostengono che l’inflazione americana abbia raggiunto ormai il suo picco massimo ad aprile toccando l’8,5%. La FED dal canto suo ha già messo a segno un rialzo dei tassi, di 50 punti e un secondo rialzo è atteso per metà giugno.

Queste informazioni insieme, come indica Unicredit “eserciterebbero una pressione al rialzo sul rendimento reale a 10 anni. Mettendo insieme il tutto, c’è una ragionevole possibilità che il rendimento nominale a 10 anni si stabilizzi intorno al 3%, con la componente del rendimento reale che continua ad avanzare e la componente di breakeven in calo. Nei prossimi giorni, tuttavia, il rischio sembra essere chiaramente verso un superamento di tutte e tre le metriche. Questa settimana verranno pubblicati tre importanti rapporti sul mercato del lavoro (Jolts oggi, Adp domani e Nfp venerdì) che, in caso di letture forti, probabilmente sosterranno un progresso sia nella componente del rendimento reale sia in quella di breakeven, e quindi il rendimento nominale a 10 anni”

 

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