Bancomat: gli sbagli da non fare. Così scattano gli accertamenti

Bancomat: gli sbagli da non fare. Così scattano gli accertamenti

Bancomat: gli sbagli da non fare. Così scattano gli accertamenti

È una tradizione italiana che in occasione di battesimi, diciottesimi compleanni, feste di laurea o matrimoni i parenti regalino ai festeggiati dei soldi cash. Si tratta di un’usanza diffusa soprattutto al Sud, ma non è sconosciuta neppure nelle altre regioni del Paese. La logica è semplice: il regalo che piace a me magari a te non piace, sicché ti regalo i soldi e ti ci compri quello che ti pare.

Bancomat: gli sbagli da non fare. Così scattano gli accertamenti
Foto di Michal Jarmoluk da Pixabay

Bancomat: gli sbagli da non fare. Così scattano gli accertamenti

Ma regalare buste con dentro dei soldi in contanti ha i suoi rischi. Bisogna stare attenti a due aspetti:  quali sono i limiti imposti dalla legge circa tracciabilità dei pagamenti, ovvero le norme antiriciclaggio, e cosa accadrebbe se poi i festeggiati andassero a versare sul loro conto corrente la somma che hanno ricevuto in regalo.

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Prendiamo ad esempio il caso delle buste regalo con dentro dei contanti che gli sposi ricevono nel giorno della cerimonia, al pranzo di nozze. Il regalo, se è di modico valore, non è tassato, quindi i neo coniugi non dovranno dichiarare all’Agenzia delle Entrate gli importi ricevuti, anche se l’importo derivante dalla somma di tutte le donazioni assommasse a una cifra importante. Il regalo, essendo per l’appunto un regalo, non ha neppure bisogno di atti o scritture (e ci mancherebbe pure).

Solo che dal primo di gennaio 2022 la legge vieta lo scambio in contanti, quindi anche in caso di regali, o il pagamento in contanti negli esercizi commerciali per importi superiori a 999,99 euro. Insomma, il limite sono i 1000 euro in contanti. Questo vuol dire che se la donazione avviene per mille euro o per valori superiori, il denaro deve (dovrebbe) essere trasferito a mezzo di strumenti tracciabili. Se non si rispetta questa regola, a rigore dovrebbe scattare la sanzione amministrativa.

In concreto, se il regalo che vogliamo fare agli sposi supera i 999,99 euro, dovremo optare per un assegno bancario o circolare; oppure un bonifico; una carta di credito ricaricabile o un vaglia postale. Va anche notato che per cifre uguali o inferiori a 999,99 euro non si deve calcolare l’imposta sulle donazioni.

Nel caso però i neo sposi volessero versare i contanti in banca, questa potrebbe richiederne la provenienza. Il correntista dovrà in tal caso allegare che si tratta di donazioni di matrimonio, eventualmente allegando copia dell’atto che certifica le nozze.

Evidentemente all’Agenzia delle Entrate non hanno mai sentito l’adagio “Tra moglie  e marito…”.