Reddito di cittadinanza: l’identikit del percettore-tipo? Ecco le statistiche

Reddito di cittadinanza: l’identikit del percettore-tipo? Ecco le statistiche

Se mai vi siete chiesti qual è, in generale, il profilo del percettore-tipo del reddito di cittadinanza, ebbene Il Corriere della Sera ci offre una risposta.

Reddito di cittadinanza: l’identikit del percettore-tipo? Ecco le statistiche

Reddito di cittadinanza: l’identikit del percettore-tipo, over 40 e con la terza media

In buona sostanza, si tratta di una persona generalmente con più di quarant’anni di età e con un titolo di studio basso, quasi sempre un diploma della scuola dell’obbligo. Come si può facilmente capire, non è esattamente il profilo più ricercato dai datori di lavoro, soprattutto quando si tratta di posti di lavoro che richiedono una buona scolarità e un buon numero di anni di servizio ininterrotto come prospettiva futura.

Inoltre, ci dice sempre il Corsera, in genere chi percepisce il reddito risulta essere disoccupato da almeno tre anni.

È quanto emerge dai dati di Inps (Istituto Nazionale di Previdenza) e Anpal (Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro). Ovviamente stiamo parlando di una media, dopo di che ci sono sempre casi singoli che sfuggono a questo identikit, perché la vita è sempre in movimento e qualunque istantanea è per l’appunto solo la fotografia di quel particolare momento.

Ora, se a 40 anni si può essere già “vecchi” per essere assunti, si è decisamente troppo giovani perché si possa realisticamente pensare di percepire il Reddito fino all’età della pensione. Non fosse altro perché i nostri disastrati conti pubblici proprio non lo permettono.

Il problema è come far rientrare nel mercato del lavoro quanti non sono più giovanissimi e non hanno in tasca i requisiti formativi che servono oggi. La quadratura del cerchio.

Le cifre

L’ultimo rapporto diffuso a ottobre da Anpal ci racconta che i beneficiari del reddito di cittadinanza indirizzati in un modo o nell’altro al lavoro sono stati poco più di 919 mila. Di questi gli occupati erano solo il 18%, mentre gli “inattivi” (non occupati) erano il 71,8%.

Tre quarti di quel 71 per cento non vede un contratto di lavoro da tre anni, che poi coincidono con l’entrata in vigore del reddito di cittadinanza.

 

 

 

 

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