Libretto postale: se è cointestato e viene svuotato prima del decesso come tutelarsi?
È una situazione da non sottovalutare soprattutto prima del decesso, perché uno degli eredi può svuotare il libretto postale seppur cointestato. La questione è delicatissima e il diritto di solito valuta caso per caso.
Ma nel momento in cui uno degli intestatari prende tutti i soldi dal libretto, mentre il titolare è ancora vivo, cosa possono fare gli altri eredi per difendersi?
Libretto postale: se è cointestato e viene svuotato prima del decesso come tutelarsi?
Cos’è il libretto postale cointestato
Il libretto postale è lo strumento di risparmio che viene messo a disposizione per mettere via dei soldi per il futuro. È garantito dallo Stato Italiano ed è impossibile che si possa perdere il denaro che è stato depositato.
Ad ogni operazione si possono vedere gli aggiornamenti in entrata e in uscita, così che tutti gli intestatari siano aggiornati. Dal 2019 è nominativo, intestato al titolare e utilizzato da chi è intestatario.
Quando si parla di libretto cointestato, si fa riferimento allo strumento che ha più soggetti protagonisti tutti autorizzati a prelevare o versare dei soldi senza chiedere alcun permesso. Il rischio che solo uno di loro prelevi tutti i soldi è reale, per questo ci si preoccupa se sia o meno legale.
Svuotare il libretto postale è possibile?
Il libretto postale cointestato a firme disgiunte viene usato come se ognuno ne fosse il titolare. Questo vuol dire che le Poste non possono impedire alcun movimento, anche se riguarda lo svuotamento totale del libretto.
È un comportamento considerato legale perché il meccanismo lo prevede e tutti ne sono consapevoli. Se il cointestatario non trova più nulla sul conto, non potrà fare nulla perché tutto si è svolto in maniera legale. Ovviamente, potrà agire nei confronti di chi ha preso tutti i soldi e cercare di avere la sua quota di denaro.
Il soggetto potrà difendersi solo se dimostra che tutti i soldi sul libretto sono suoi, per questo motivo li ha prelevati tutti. Il discorso vale anche in caso di libretto svuotato prima del decesso di uno degli intestatari, ed è una operazione legale seppur non corretta in termini di etica.